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Breuil Cervinia, Valtournenche e Zermatt: 350 kilometri di piste in uno scenario incantevole.Tra il Cervino ed il monte Rosa troviamo neve invernale sempre! Dodici mesi con neve al top grazie alle altitudini uniche del comprensorio italo-svizzero, uno dei più straordinari d’Europa. E noi,cosa stiamo cercando nello sci? Qual è la ragione che ci fa tornare lassù ogni volta? Rispondere a queste domande è la chiave per dare un senso alle nostre curve. Libertà, spazi infiniti, dislivelli elettrizzanti, velocità e percezione del nostro corpo in tutte le sue componenti; sono solo alcuni elementi che agiscono da propulsore e da molla irrefrenabile. In pochissimi casi il perfezionamento del gesto tecnico è il solo obiettivo che si desidera raggiungere. Ho visto allievi, adulti o ragazzi, terminare lezioni di sci senza portarsi nulla dentro. Lezioni infarcite di mille supporti alternativi come radioline per la correzione in tempo reale degli errori e video immediati, talvolta mancano della cosa essenziale: l’emozione e la passione. Non bisogna esasperare in maniera monotona la sola visione tecnica, con il rischio di escludere gli elementi che sono essenziali alla sua acquisizione. Il miglioramento deve necessariamente essere proiettato sull’elemento emozionale, sia nel campo agonistico che in quello amatoriale. Occorre presentare al nostro allievo gli aspetti personali che lo mettono in relazione con lo sci, comprendere cosa lo collega con questa disciplina. Le sfumature comportamentali e psicologiche con cui si avvicina alla neve sono decisive per la buona riuscita della nostra giornata. Focalizzare l’elemento che funge da blocco per eliminarlo, altrimenti il messaggio del maestro è sistematicamente perso. Entrare in sintonia con l’interlocutore permette di comunicare non solo verbalmente ma soprattutto da un punto di vita gestuale. Avete presente il clown? Non parla ma intrattiene schiere di bambini e anche molti adulti. La sua abilità consiste nel padroneggiare l’espressività corporea in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Estrapolare il richiamo nascosto sotto i grandi occhialoni velocizza gli insegnamenti ed eleva moltissimo lapercentuale di parole che giungono a buon fine creando il successo della lezione. Bisogna altresì individuare la molla pronta a scattare, forse un po’ nascosta per timidezza e paura, per amplificare qualcosa già presente nell’animo dell’allievo. Se vogliamo fare il pieno di energia ed immagazzinare ricordi indelebili dobbiamo stabilire le priorità: una scala di valori emozionali. Poter ricavare sensazioni potenti in una giornata nevosa significa essersi immersi completamente nell’elemento natura, nei suoi silenzi, nei suoi profumi. Avete mai sentito il profumo della neve? È straordinario. E il raggio di sole che squarcia le nubi ed illumina il pezzo di pista che state percorrendo? Lo stomaco in gola per un repentino cambio di pendenza? Una curva, un’altra curva e poi ancora una dietro a quel maestro che crede di farmi uscire la lingua; ma io non mollo! Adrenalina a mille e stacco totale dalle afflizioni della settimana! Imparare a sciare è sinonimo di vivere di sensazioni, espressione di colori; gli occhi come i piedi devono portarci a partecipare totalmente. La fatica come il piacere di sentire il nostro corpo in movimento, consentono un’ ulteriore conoscenza di noi stessi, dilatano la percezione e lasciano passare ancora più segnali dall’esterno. E adesso? Tutti in baita a raccontare le nostre imprese… coccolati dal dolce fuoco del camino!

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