x
Questo sito web utilizza Google Analytics per consentire al sito web di analizzare come gli utenti utilizzano il sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso di questi cookie leggi qui

" Se consideriamo un ipotetico sistema comunicativo costituito da due soggetti A e B, chiameremo feedback la reazione di ciascun soggetto ai messaggi provenienti dall'altro, a prescindere dalla loro intenzionalità e consapevolezza." Teorie e tecniche della comunicazione interpersonale. E.Cheli, p.134. Desidero in questo modo introdurre un argomento che merita molta attenzione e sensibilità e che, certamente, avrà bisogno di ulteriore spazio e approfondimento nel corso dei "focus tecnico" delle prossime ricerche e puntualizzazioni.

Comunicare nell'ambito di una lezione di sci può apparire piuttosto semplice e anche molto divertente trattandosi di sport e della possibilità di praticarlo in un ambiente emozionante come la montagna. In realtà esistono elementi di assoluto valore e fondamentali perchè il messaggio che si invia, in una lezione ai bambini, diventi di valore e contribuisca concretamente alla crescita dei nostri piccoli allievi. Il linguaggio che veicola il messaggio è notoriamente non solo verbale, ma anche fortemente connotato da componenti di gestualità, tono della voce ed espressione del volto. Sono queste alcune delle caratteristiche a cui il maestro deve porre molta attenzione nel corso della comunicazione con i bambini. Si assiste spesso alla contraddizione tra ciò che si dice e ciò che in realtà si vive e si sente fino in fondo. Succede al maestro, in momenti nei quali è intappolato nella routine di lezioni troppo standardizzate e scolastiche, di perdere la via che porta alla giusta emotività nell'espressione e nei movimenti del corpo. Succede ai bambini di rispondere alle domande o agli stimoli verbali del maestro con parole che con il loro stato d'animo hanno ben poco da spartire. Il maestro deve essere in grado di leggere nelle profondità di tutte quelle strutture che non appartengono al linguaggio verbale. Gestualità significa essere dentro a ciò che si dice, sentire sorpresa e gioia per il piccolo movimento che si insegna e provare eccitazione per le sensazioni che riceviamo.E' necessario tradurre e accompagnare le parole con movimenti del corpo che rendano ancor più idea di ciò che si sta dicendo. I bambini percepiscono assolutamente tutto questo, molto di più di quanto noi adulti non crediamo. Il tono della voce rappresenta la condizione psichica ed energetica di chi parla, sia esso il maestro o l'allievo. Anche in questo caso deve esserci concordanza completa tra il detto e il sentito. L'espressione del volto, soprattutto nel "face to face", gioca un ruolo fondamentale per dare credibilità alle nostre parole; fiducia e sicurezza a chi ci sta ascoltando. La sensibilità del maestro consiste nel gestire con padronanza e competenza la comunicazione, soprattutto nei momenti difficili. Si ricava moltissimo dalle circostanze con alto livello emozionale, per questo è fondamentale far volgere situazioni complicate in attimi di rassicurazione e sicurezza. Il contatto visivo deve essere continuo ma non totalizzante per non assillare e far sentir troppo sotto esame gli allievi. Occorre interessarsi al bambino riassumendo frequentemente i concetti da loro espressi, enfatizzandoli e stimolando un'interpretazione ancora più vivace ed attraente; lasciamo cadere le riflessioni e i commenti che non producono un ampliamento del bagaglio tecnico, motorio ed emotivo. Non si giudica mai il bambino ma eventualmente l'esercizio, sottolineando il concetto importantissimo che l'allievo non è il movimento che compie, giusto o errato che sia. Autonomia e separazione tra ciò che il bambino è e quello che nello specifico momento sta realizzando. In molti casi, non osservando questi accorgimenti, si notano bambini che patiscono l'offesa - o almeno la percepiscono come tale - e sentono un profondo senso di inadeguatezza nei confronti dell'ambiente, del maestro e dei compagni d'avventura. Il linguaggio deve essere conforme all'età e al grado di scolarizzazione; utilizzare vocaboli poco conosciuti e lontani al mondo dei bambini produce solo il fallimento del messaggio. I colori e i suoni sono altrettanto importanti quanto le parole o forse di più; ai bambini non interessa imparare a sciare - questo è quello che dicono perchè indotti dai genitori - interessa il processo che porta all'obiettivo: divertirsi il più possibile. Osservando un bambino giocare capiamo tantissimo del suo stato di conoscenze sensariali e del suo carattere. Giocando egli descrive tutto di sè; il maestro deve adeguarsi.

Condividi

Copyright Skisensation.it 2013 ©