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Essere flessibili ed entrare in sintonia con i propri muscoli - come quando si suona uno strumento e si è un tutt’uno con esso - è essenziale per praticare uno sport intenso e divertente come lo sci. Lo stretching, disciplina dalle origini antiche,

risulta basilare sia in fase di preparazione e riscaldamento quanto al termine della giornata dove occorre recuperare la giusta elasticità e freschezza del corpo. Molti sono i libri che illustrano con efficacia e precisione la corretta esecuzione degli esercizi; dal famoso metodo di Bob Anderson a molti altri. Suggerisco una sintesi tratta dalla descrizione di Giovanni Cianti nel libro “ Stretching”:

  • Fase di riscaldamento: Per raggiungere la massima ampiezza di movimento a livello articolare e muscolare. Per acquisire concentrazione ed elevare il livello di vigilanza. Per aumentare la temperatura corporea, i processi metabolici, il battito cardiaco e la pressione arteriosa.
  • Fase di recupero: Per riportare i muscoli tesi ed ipertonici alla loro lunghezza normale. Per facilitare la dispersione dei metaboliti della fatica. Per evitare i dolori muscolari che si manifestano nei giorni successivi per la sua azione analoga al massaggio.

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