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Vieni pure, vieni e mettiti qui vicino a me.

L'altra sera sei arrivata, ti sei invorticata nell'aria e nessuno ti ha capita; ho letto di caos, disagi e allarme. Accuse reciproche per trovare la colpa di qualcuno, in questa società in cui se non si è in lotta non esisti, non ti riconosci se non nell'aggressività contro l'altro. Persino tu, neve, ci sei finita in mezzo, sei diventata la causa dei disagi, dei malumori che spesso sono sfociati in arroganti discussioni, diatribe nauseabonde tra opposte fazioni in cui l'unico punto in comune era che tu dovevi sparire. Vieni pure qui, ti prego, di me ti puoi fidare; io credo ancora che in inverno tu possa comparire, ricoprire di un candore inebriante tutte le cose e sono molto più attratto, ammirato e stupito per la meraviglia che ci doni di quanto non sia infastidito dal freddo delle mie scarpe bagnate. Penso agli abitanti della montagna di qualche generazione fa; lunghi silenzi nell'ascoltare lo scoppiettio del fuoco del camino o della stufa. Il fuoco che dava calore, cibo cucinato pensandolo come un tributo al cielo e dal cielo; i tempi scanditi dall'orologio della natura. L'inverno, l'estate, la primavera e l'autunno e ogni stagione accolta piacevolmente ed intelligentemente, senza affanni e sciocchi turbamenti perchè siamo noi che siamo venuti ad abitare lei...terra madre. Ci ha accolti con la grandiosa potenza del suo cuore; vortici di neve, ghiaccio e venti tumultuosi che entrano dentro all'anima per rimanerci tutta una vita. Sta piovendo? dicono in molti; " Allora sì che va bene, che della neve non ne abbiamo bisogno...che nevichi in montagna, se vuole". Pensiamo persino a dove dovrebbe nevicare per non darci fastidio, magari proprio sulle piste da sci per andare ad esibire l'ignoranza dell'egocentrismo e della maleducazione ormai incalzante. Vieni ti prego, neve, adagiati vicino a me e se verrà la pioggia e ti porterà via , sono sicuro che tornerai perchè io ti sto aspettando e ti aspetterò per sempre iniziando dal momento esatto in cui non ci sei più. Sento la grondaia in cui scorre l'acqua e tu che fatichi a contenerla tutta, ti assopisci silenziosa perchè come sei arrivata, altrettanto con dolcezza scompari senza aver chiesto un perchè. Quei perchè che noi uomini non riusciamo più a dare perchè in fondo nella natura non ci stiamo più bene. Questa è la verità; tutto dovrebbe succedere in funzione delle nostre esigenze, delle nostre richieste. Aerei che non decollano, treni in ritardo, traghetti che non possono attraversare le acque...è tutto normale dal momento che abitiamo questa terra ed invece non è così per la nevrosi collettiva che dilaga; ecco, questa è l'unica cosa che dilaga e che dovrebbe preoccupare più di tutto ma nessuno ci fa caso, e nessuno tenta di arginare. Promettimi che tornerai e io ti prometto che starò con il naso verso il cielo per vederti arrivare; dolce, soffice ti farò entrare in me fino a sentirmi tutto in te. Sei lo spettacolo più straordinario che il creato abbia mai proposto; fiocchi di tutte le forme e di tutte le dimensioni che ci passano davanti agli occhi che nemmeno riusciamo a seguirli; avete mai provato a seguire un fiocco di neve? E' bellissimo ma molto difficile. E poi, dove vai, fiocco? Dimmelo che vengo anch'io.

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